Carissime amiche
Giornata tristissima oggi..... Alberto, il mio collega d’ufficio è morto ieri pomeriggio.
Si è ammalato dal febbraio 2008 e dopo 8 mesi di malattia è ritornato a lavorare.... Che felicità rivederlo dietro quella scrivania .... dimagrito spaventosamente ma era di nuovo con noi.
Durante la sua malattia è entrata in vigore la “Norma Brunetta” che lo ha costretto rimanere “agli arresti domiciliari” .... mentre lui aveva tanto bisogno di uscire a fare qualche passeggiata! In quell’ora d’aria ammessa non era possibile andare a passeggiare, tantomeno dopo le 8 di sera! Nessun dottore gli ha fatto una carta che lo autorizzasse ad uscire per camminare e rimettersi in forze. Nemmeno l’INPS ha trovato un sistema per poterlo autorizzare. Era debole, dopo tutta quella chemioterapia .... aveva bisogno di uscire, vedere gente .... camminare! No .... Brunetta non permetteva!
Così era ridotto a camminare intorno alla casa e negli 80 mq di cortile! E’ ritornato al lavoro per non impazzire ed ogni volta che doveva ripetere il ciclo di chemio, prendeva ferie.
Alberto, che noi chiamavamo Tino, giovedì 23 luglio avrebbe compiuto 50 anni, è sempre stato gentile, rispettoso, d’animo buono! Quando non c’era lui... si sentiva la sua mancanza! Lui aveva sempre la battuta pronta, non si è mai, dico mai lamentato di nulla. Ha due figlie, una cieca di 22 anni ed una piccola di 7. Lavorava con noi da 18 anni, prima era in un’altro ufficio, seguiva tutta la parte contributiva della ricostruzione.
Venerdì pomeriggio si è aggravato ed è stato portato in ospedale. Sabato mattina sono andata a trovarlo ... che colpo al cuore vederlo così magro, un po’ assente ... girava gli occhi, ma non so se mi vedeva... Gli ho preso la mano e sussurrato, “Ciao Tino, sono passata a salutarti” Ho sentito la sua mano debole, stringere un attimo la mia.
Anche al pomeriggio sono ritornata per un paio d’ore.... a casa non riuscivo a stare, non combinavo nulla. Gli avevano aumentato la morfina, perchè il male gli aveva preso le ossa, aveva tanti dolori, si vedevano le smorfie sul suo viso anche per un piccolo spostamento.
Sul tardi è venuto il prete per l’estrema unzione: Ci siamo raccolti al suo capezzale ed abbiamo pregato, poi con l’olio benedetto gli ha fatto il segno della croce sulla fronte, in quel preciso momento ha scosso le gambe! Ci siamo guardati tutti, in silenzio con le lacrime agli occhi.
Non vi dico com’era sua moglie, rimasta sempre al suo fianco giorno e notte, senza dormire e quasi senza mangiare nulla... aveva lo stomaco chiuso!
Sabato notte non ho chiuso quasi occhio e ieri mattina mi sono alzata e sono di nuovo andata a trovarlo. Che impressione vederlo ... era peggiorato ancora , il respiro più affannoso.... stanco, la testa piegata da un lato...... la moglie che continuava ad accarezzarlo, ad inumidirgli le labbra. E’ sempre stato cosciente, anche se la morfina lo intontiva un poco. Sono rimasta sino all’una... poi, per lasciare il posto ad altri amici, sono ritornata a casa. Ho detto ad un’amica della moglie “Se si aggrava, chiamatemi, altrimenti ritorno verso le 17”.
Alle 15.30 mi hanno chiamato...... è morto improvvisamente, aprendo gli occhi e guardando per l’ultima volta sua moglie!
Sono corsa di nuovo in ospedale e rimasta lì sino a quando lo hanno portato in obitorio, due ore dopo.
Addio Tino, auguro a tutti un collega buono come te!