Venerdì 12 dicembre ho avuto la grande fortuna di vedere in anteprima il film di Gabriele Salvatores “Come Dio comanda”, uscito a Udine alle 16.00, seguito poi dall’incontro con il Regista e l’attore Filippo Timi, che interpreta la parte del padre.
Ho avuto l’invito da parte del mio amico Stefano, che già durante le riprese a febbraio, qui in Friuli, nel comune limitrofo, mi aveva presentato il regista (eccomi con lui nella foto).
E’ un ritorno del duo Salavatores (regista)-Ammaniti (autore del libro) dopo il successo di "Io non ho paura", ancora una storia che ha come protagonista un ragazzo e, come aspetto preponderante della vicenda, il suo rapporto con il padre.
Anche in "Come dio Comanda" c’è una notte buia tempestosa che cambierà per sempre la vita dei protagonisti.
Due parole del film:
Rino (Filippo Timi) e Cristiano (Alvaro Caleca), padre e figlio, vivono in una desolata provincia del nord Italia.
Rino, con una croce celtica sul bicipite e una svastica sulla parete della camera da letto, è un genitore disoccupato mantiene, come può, se stesso e suo figlio Cristiano, un quattordicenne che considera il padre razzista, la sua guida spirituale.
A completare questa strana famiglia c’è il loro unico amico, "Quattro formaggi" (Elio Germano), chiamato così perchè mangia sempre la pizza ai quattoformaggi, rimasto letteralmente fulminato dopo un incidente sul lavoro.
Il ragazzo, Cristiano, frequenta le scuole medie ed è molto legato al padre che lo sta educando secondo violenti principi razzisti e maschilisti, ma che lo ama più della sua stessa vita.
Il loro unico amico si chiama Quattro Formaggi, è un disadattato, il matto del paese che, nonostante sia deriso praticamente da tutti, trova negli Zena una vera e propria famiglia adottiva. Gira per le discariche a raccogliere materiali di recupero per finire un suo strano presepio.
Quattro Formaggi si mette in guai seri e cerca aiuto da Rino che però non accetta di coprirlo.
Il resto non ve lo svelo, è bello scoprire come va a finire.
Il regista è stato favoloso nello spiegare tutti i vari passaggi del film, delle parti che ha tagliato …. delle ore e ore a girare scene notturne, nei boschi e sotto la pioggia continua vero o finta che sia stata., tutta la troupe era bagnata sino all’osso a seguire le varie riprese.
Tante comparse, lì presenti, sono rimaste deluse nel vedere o meglio nel non vedere la loro scena, in quanto il regista, alla fine, ha deciso di tagliare.
In questo film c’è tanta e tanta pioggia (quasi come in questo periodo) …… le immagini del luogo non sono poi così belle…. io, che sono del posto, vi assicuro che il Friuli ha veramente dei bei paesaggi, cosa invece, che in questo film non si vede per niente.
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Non lontano c’era una autopompa d’acqua ed una struttura altissima che ho capito 





